Immagina un borgo arroccato su una collina, immerso nel verde, con a pochi chilometri un incantevole lago ed un po’ più in là un mare cristallino. Pensa ai vicoletti stretti e ai vecchi fabbricati in sassi, alla sapienza antica dei costruttori che nei secoli si sono affaccendati lungo queste vie. Un patrimonio di conoscenze e culture che affonda le sue radici in un passato lontanissimo; in questo luogo quasi incantato ogni pietra ha una storia e convivono fra di loro resti romani, settecenteschi e i ricordi della terribile fatica dei minatori di zolfo.

Non stiamo sognando, questa sorta di libro di storia a cielo aperto esiste veramente ed è uno dei più bei borghi d’Italia: Piazza Armerina.

Dai romani a Confucio

Siamo in provincia di Enna, in Sicilia, vicino all’incantevole lago Pergusa, circondati dalla Riserva naturale Rossomanno-Grottascura-Bellia. Piazza Armerina si trova a 697 metri sul livello del mare e grazie a questa altitudine e alla relativa vicinanza della costa, gode di un clima caldo, ma mai eccessivamente afoso, durante tutto l’anno.

Abitata probabilmente fin dal Paleolitico Superiore, il primo insediamento di un certo rilievo in questa zona fu per opera dei Greci, anche se la fondazione ufficiale della città viene fatta risalire ai Normanni (1163). La zona era comunque molto importante già in epoca romana, come testimonia la presenza della meravigliosa Villa del Casale, che si trova a circa 4 Km da Piazza Armerina. Questi scavi sono dal 1997 patrimonio dell’umanità dell’Unesco e sono considerati unici nel loro genere, soprattutto per la presenza di incredibili mosaici che si sono conservati intatti fino ai nostri giorni, dandoci uno spaccato della vita degli antichi romani.

Il complesso archeologico è molto ampio, la villa infatti era la dimora di un personaggio storico sicuramente di primo piano. Si è ipotizzato addirittura un imperatore, ma la tesi oggi più accreditata è che si dovesse trattare del governatore della Sicilia; la grande ricchezza e il prestigio del proprietario si riflettono nel lusso delle decorazioni e nella presenza addirittura di un complesso di terme.

Piazza Armerina non è però solo la sua villa romana, tutto il borgo è permeato di storia. Un esempio è il Museo del libro antico, ospitato all’interno del seicentesco Collegio dei Gesuiti dove, fra gli altri incredibili reperti, è possibile ammirare anche la prima edizione in latino dell’opera di Confucio: un collegamento fra Cina e Sicilia davvero inaspettato.

Non mancare di visitare anche la Mostra sulla civiltà dello zolfo; nella zona di Piazza Armerina, infatti, sorgeva una miniera per l’estrazione di questo minerale. Nella mostra permanente, gestita direttamente dagli ultimi minatori ancora in vita, è possibile comprendere, almeno in parte, gli sforzi enormi compiuti da generazioni di siciliani, sia attraverso una raccolta di attrezzi, sia con una rassegna di foto d’epoca.

La città delle cento chiese

Piazza Armerina è famosa anche per il suo patrimonio artistico religioso: a partire dalla cattedrale, costruita nel XVII secolo e che ospita opere importanti come la croce dipinta che pende dall’arco della cupola centrale e che risale al 1485.

Questo borgo è conosciuto come la città delle cento chiese, e in effetti gli edifici di culto qui sono tantissimi e appartenenti a diverse epoche e stili. Le ragioni di questa incredibile varietà sono di tipo storico. Piazza Armerina era il centro logistico per le partenze dei cavalieri verso le crociate in Terra Santa,

questo grazie alla sua posizione geografica strategica: al centro della Sicilia e vicina al porto di Gela. Per celebrare il loro sfarzo e provare la loro devozione, quasi ogni ordine cavalleresco ha costruito in questo borgo la sua chiesa.

Non sei ancora abbastanza incuriosito? Sappi che le sorprese di Piazza Armerina non sono finite qui! Ti rimane ancora da visitare il teatro del 1700, il secondo pubblico ad essere costruito in Sicilia, e la Pinacoteca, che ospita una ricca raccolta di opera che vanno dal 1400 al 1900.

Se dopo questo interminabile tour sei stanco e ti vuoi rifocillare sei nel posto giusto, infatti, la zona offre una gustosissima cucina tipica: dal maccu di fave (una zuppa), al piacentinu ennese un particolare formaggio allo zafferano, per concludere con i ditini, deliziosi biscotti alla cannella.