Dimentica la cartolina patinata di Sanremo e lasciati guidare dal profumo di basilico e pietra antica verso la Pigna, il quartiere storico che si arrampica sulle alture alle spalle del centro. Percorrendo via Cavour e imboccando i primi passaggi voltati, si entra in una dimensione sospesa, dove il tempo sembra essersi preso una pausa.
Architetture disordinate e affascinanti creano un reticolo di vicoli, archi e scalinate che raccontano secoli di vita quotidiana. Tra un tornante e l’altro, spuntano murales contemporanei come quelli dell’artista Tuttomat Andrea Salvaggio, che inserisce i suoi iconici pesci tra le pietre delle case.
Qui si trova anche l’anima più autentica della cucina ligure: alla spaghetteria Il Mulattiere, ogni piatto è un tuffo nel sapore verace della tradizione, dalla pasta al pesto fatto a mano ai piatti di mare cucinati senza fronzoli.
La Pigna non è solo una meta turistica: è un’esperienza sensoriale, dove ogni dettaglio – un balcone fiorito, una finestra socchiusa, un silenzio improvviso – merita di essere osservato con lentezza.
Cosa tratteremo
In bicicletta tra scogliere, profumo di salmastro e borghi marinari
La pista ciclabile che attraversa Sanremo è molto più di un percorso su due ruote: è una linea sottile che unisce terra e mare, natura e memoria. Questo tracciato lungo 24 chilometri segue l’antico tracciato ferroviario, oggi trasformato in una via verde che collega San Lorenzo al Mare a Ospedaletti.
Noleggiare una bici – o un risciò per i più romantici – è semplice grazie ai numerosi chioschi sparsi lungo il tracciato. Si parte tra le palme, si pedala accanto a scogliere frastagliate, si attraversano gallerie fresche e borghi marinari con barche ormeggiate come quadri viventi.
Lungo il percorso si possono fare pause contemplative o improvvisare un picnic sul prato vista mare. Alcuni tratti offrono spiaggette tranquille, perfette per un tuffo improvviso o semplicemente per respirare il silenzio.
Attenzione però: la pista è molto frequentata anche da ciclisti esperti e veloci. Per chi cammina o viaggia con bambini, è bene restare sempre sul lato pedonale.
Il fascino popolare del Teatro Ariston e la vita pulsante del centro
Ogni febbraio Sanremo entra nei salotti di milioni di italiani, ma il Teatro Ariston esiste ben oltre la settimana del Festival. È il punto di partenza di un itinerario urbano che fonde cultura pop, architettura liberty e consumismo elegante.
Davanti all’ingresso dell’Ariston, spesso si forma una piccola folla di curiosi, smartphone in mano, alla ricerca dello scatto perfetto. Chi ama la musica potrà divertirsi a leggere le piastrelle incastonate nel corso Matteotti, ognuna con incisa una canzone vincitrice. Un modo originale per camminare nella storia della musica italiana.
Il corso, chiuso al traffico, è un susseguirsi di boutique, librerie, caffè storici e profumerie vintage. Verso la fine del percorso si raggiunge il Casinò di Sanremo, splendido edificio in stile liberty dove si tenne la prima edizione del Festival nel 1951.
Per chi desidera scoprire la Sanremo notturna, basta deviare su via Gaudio e arrivare a piazza Bresca, centro della vita notturna locale. Tra cocktail bar di design, bistrot gourmet e pizzerie informali, l’offerta è varia e adatta a ogni tipo di viaggiatore.
Tra fede, storia e leggende: la Basilica di San Siro
Incastonata nel tessuto urbano, ma capace di imporsi con la sua austerità romanica, la Basilica Concattedrale di San Siro è un luogo dove l’architettura diventa racconto. Costruita nel XII secolo, rappresenta uno dei nuclei religiosi e simbolici più importanti della città.
La struttura si sviluppa su tre navate con una cripta antica e un fonte battesimale ottagonale, raro esempio di arte ligure medievale. È qui che secondo la leggenda San Romolo – patrono della città – avrebbe celebrato messa e trovato temporaneamente sepoltura.
La storia del nome “Sanremo” nasce proprio da qui: Civitas Sancti Romuli, in latino, si trasformò nei secoli nell’attuale forma, che oggi campeggia su ogni cartello turistico.
All’interno della basilica, giochi di luce filtrano dalle vetrate creando atmosfere intime e suggestive, perfette per una pausa di riflessione o un momento di silenzio.
Il Forte di Santa Tecla: da carcere a centro culturale
A pochi passi dal mare, nel quartiere del porto vecchio, sorge il Forte di Santa Tecla, una costruzione imponente che porta con sé il peso della storia. La sua forma triangolare e i cannoni rivolti verso la città raccontano una verità sorprendente: non fu costruito per difendersi dagli invasori, ma per contenere le rivolte contro il dominio genovese.
Dal 1756 ha vissuto molte vite: caserma militare, deposito, base per idrovolanti e carcere. Fu tra le sue mura che Italo Calvino, prigioniero durante la guerra, scrisse la poesia “La prigione sul mare”. Oggi il forte è stato restituito alla città come spazio per mostre ed eventi culturali.
Al suo interno si può visitare anche la ricostruzione di una vecchia fornace per la fusione del metallo e un’area dedicata all’antico commercio dell’olio d’oliva, attività che per secoli ha rappresentato la linfa economica della Riviera.
Camminare tra queste mura significa incontrare volti, storie e frammenti di un’identità ligure poco raccontata, ma intensamente viva.