C’è chi il Carnevale lo aspetta tutto l’anno per potersi finalmente nascondere dietro una maschera e chi, invece, lo usa solo come scusa per mangiare chiacchiere e castagnole. In ogni caso, se quest’anno abbiamo deciso di non restare a casa a guardare i coriandoli degli altri dalla finestra, in Italia ci sono numerosi posti dove veder sfilare i carri allegorici e scoprire tradizioni, Vediamo allora dove puntare il navigatore, analizzando cinque mete che per motivi diversi meritano un posto nella nostra agenda di viaggio.

Venezia

Iniziare da Venezia è quasi scontato, ma saltarla sarebbe imperdonabile. Il Carnevale veneziano non si spiega, si respira: la città diventa un labirinto di seta e velluto. Se vogliamo evitare la calca di Piazza San Marco nei weekend, il consiglio che sentiamo di dare è di perderci nei sentieri meno battuti, tipo Cannaregio o Castello. Qui, verso l’imbrunire, capita di incrociare figure silenziose in costume d’epoca che sembrano uscite da un quadro del Settecento.

La “Festa Veneziana” nel Rio di Cannaregio è un momento che difficilmente si dimentica, con le barche illuminate che sfilano lente. Se viaggiamo con i bambini, teniamo d’occhio il Volo dell’Angelo, ma ricordiamoci di arrivare con largo anticipo perché lo spazio si riempie in un attimo.

Cento

Se cerchiamo qualcosa di meno “ingessato”, dobbiamo assolutamente fare un salto a Cento: è il primo al mondo a essere stato gemellato con quello di Rio de Janeiro. Le sfilate iniziano il primo febbraio, ogni domenica pomeriggio, e l’atmosfera che si respira è quella di una grande festa di piazza che non vuole finire mai. I carri arrivano quasi a toccare i tetti delle case nelle strade strette del centro.

Il rito del “gettito” non va proprio perso: dai carri non vengono lanciati solo coriandoli, ma veri e propri regali. Peluche, palloni, gadget di ogni tipo che volano sopra la folla.

Per chi cerca anche un po’ di musica dal vivo, il palco ospita ogni anno artisti super amati, segno che Cento vuole parlare anche ai più giovani e non solo restare legata alla tradizione pura. È una meta comoda, e si mangia divinamente (siamo pur sempre in provincia di Ferrara).

Riccione

Spesso si pensa a Riccione solo per l’estate e per i bagni al mare, ma la “Perla dell’Adriatico” sa stupire anche in inverno. È un Carnevale decisamente più tranquillo e quasi intimo, soprattutto per chi si sposta con i figli al seguito. E la protagonista è la parte storica, ovvero Riccione Paese, che si trasforma grazie alle iniziative sul territorio.

Dimentichiamo la confusione o folle oceaniche: si passeggia tra corso Fratelli Cervi e piazza Matteotti guardando le sfilate delle scuole di danza locali e dei gruppi mascherati.

Rispetto alle località più blasonate, dove magari vivere il Carnevale almeno una volta nella vita, Riccione è per chi vuole organizzare un periodo al mare. E tra l’altro conviene, considerando che non c’è l’alta stagione: dando un’occhiata qui agli hotel a Riccione, è anche possibile prenotare in anticipo e risparmiare. E subito dopo il Carnevale si va sulla spiaggia, per apprezzare la bellezza del mare in inverno.

Acireale

Spostiamoci al sud, perché il Carnevale di Acireale è probabilmente il più suggestivo di tutta la Sicilia, dove la cartapesta è un’arte antica, quasi una religione. Le vie del centro barocco vengono invase dai giganti di cartapesta, con i famosi carri infiorati: macchine enormi ricoperte interamente di fiori veri che creano disegni e sfumature pazzesche.

E così ci sembrerà di entrare quasi in un sogno, dove i profumi dei fiori e dello zucchero filato solleticano i nostri sensi. È anche un periodo d’oro per visitare la Sicilia: la luce calda fa risaltare i dettagli delle facciate dei palazzi e delle chiese. Questo Carnevale coinvolge tutti i sensi.

Viareggio

Chiudiamo in bellezza con Viareggio, il gigante dei Carnevali italiani, anche perché i carri sono tra i più grandi d’Europa e la maestria dei carristi è leggendaria. Le sfilate si tengono sui viali che danno sul mare, con colossi alti come palazzi che si muovono e ammiccano alla folla.

Meta perfetta anche se vogliamo magari visitare il territorio toscano, l’atmosfera è unica (oltre che improntata sulla satira): i carri infatti vengono realizzati magari prendendo come punto di riferimento un tema d’attualità, per strappare un sorriso o una riflessione.

La sfilata finale si conclude con un incendio simbolico e dei fuochi d’artificio che illuminano tutto il Tirreno. È un addio alla festa in grande stile, prima che inizi la Quaresima.