I greci, i romani, i bizantini, gli arabi, i normanni e gli aragonesi: questi sono solo alcuni dei popoli che hanno abitato e dominato la Sicilia e ognuno di loro ha lasciato tracce spettacolari del loro passaggio.

Proprio per questo il patrimonio storico e artistico dell’isola è tanto notevole quanto prezioso: se a questo si aggiunge il contesto paesaggistico in cui ogni monumento, museo e chiesa sono incastonati, si capisce quanto questa isola del Mediterraneo sia splendida come un gioiello da ammirare ogni volta.

Da Palermo ad Aci Trezza

Sono innumerevoli i luoghi siciliani da visitare almeno una volta nella vita, ma alcuni lo sono maggiormente, a partire dal capoluogo di regione Palermo. La città presenta più di altre tracce del passaggio dei bizantini: per capirlo basta osservare gli splendidi mosaici all’interno della Chiesa della Martorana o della Cappella Palatina nel Palazzo dei Normanni. La stessa Cattedrale di Palermo è uno splendido esempio di architettura moresca, tanto da ricordare le tipiche architetture andaluse.

Non lontano da Palermo sorge Erice, meta imperdibile di un tour siciliano: tanto decantata da Virgilio e D’Annunzio, il borgo ha il suo simbolo nel normanno Castello di Venere dal quale la vista raggiunge persino le Isole Egadi.

A poco meno di 70km da Palermo sorge Cefalù, affacciata su un mare turchese all’ombra della sua Rocca. Nel borgo marinaro sorge il Duomo, parte integrante di un circuito arabo-normanno: della chiesa risalente al XII secolo si possono apprezzare le due torri all’esterno e i mosaici bizantini all’interno.

Poco più a sud di Cefalù ecco Sperlinga, incastonata tra le Madonie e i Monti Nebrodi: in quello che è considerato uno dei borghi più belli d’Italia, non si può non visitare il Castello Rupestre risalente all’anno 1000 e scavato proprio nella nuda roccia.

Attraversando il Parco dei Nebrodi ci si trova sulla costa siciliana orientale, dove sorgono le cittadine forse più belle di tutta la Sicilia, da Taormina, di cui resta impresso il Teatro Greco del III a.C. con vista magnifica sull’Etna, ad Aci Trezza. Questo borgo sembra uscito dalla mente del più fantasioso dei pittori, con i Faraglioni dei Ciclopi che punteggiano il mare antistante e che la leggenda narra siano stati scagliati dal furente Polifemo contro Ulisse.

Alla scoperta della costa orientale della Sicilia

La città principale della Sicilia Orientale è Catania, la città costruita ai piedi dell’Etna, uno dei vulcani più attivi d’Europa. Piazza Duomo è una vera meraviglia barocca con la Fontana dell’elefante al centro e la seicentesca Cattedrale di Sant’Agata, all’interno della quale è sepolto il compositore Bellini.

Proseguendo lungo la costa più a sud si incontra Siracusa, l’unica città che in passata è arrivata a rivaleggiare addirittura con Atene: qui, infatti, Platone si recò più volte perché convinto di aver trovato l’esempio lampante della sua Repubblica Ideale. L’isola di Ortigia ospita lo spettacolare centro storico dove sorgono le vestigia del Tempio di Apollo, la Fonte Aretusa, il duomo e il Castello di Maniace.

Nei dintorni di Siracusa sorgono pittoreschi borghi come Palazzolo Acreide, nata sui resti dell’antica città di Akrai fondata nel 664 a.C. dai siracusani, e Marzamemi. Quest’ultimo borgo di pescatori è stato costruito, con le sue poche case dei pescatori affacciate sul mare, attorno alla Tonnara eretta dagli arabi e ampliata poi dalla famiglia Villadorata.

A 20km circa da Marzamemi sorge Noto, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità: simbolo della cittadina, culla del barocco siciliano, è la Chiesa di Santa Chiara con la sua monumentale facciata in pietra color miele e introdotta da una iconica scalinata che l’ha resa famosa in tutto il mondo.

Nell’entroterra ragusano sorge Modica, la città natale dello scrittore Quasimodo e nota per il suo cioccolato preparato secondo un’antichissima ricetta.

Meta finale è Agrigento e la sua Valle dei Templi, memoria del periodo ellenico vissuto dall’isola di cui restano le vestigia dei Templi di Demetra, Era e il Tempio della Concordia risalente al 430 a.C.