Annualmente meta di milioni di turisti e visitatori provenienti da ogni angolo del mondo, le Cascate del Niagara hanno nel corso del tempo riscosso un successo sempre crescente per via anche e soprattutto del panorama mozzafiato che esse sono in grado di donare. Detto questo, cosa bisogna conoscere a proposito prima di intraprendere un viaggio verso questo incontaminato angolo d’America? Di seguito una serie di informazioni utili.

La posizione geografica

La responsabilità della presenza di tali cascate è da attribuire al fiume Niagara, il cui corso vede i propri natali non molto lontano del centro abitato di Buffalo. Vero e proprio grembo dal quale sgorgano le impetuose acque è più precisamente da rintracciare nel Lago Eire, posizionatosi alla tredicesima posizione nella schiera dei laghi più grandi di tutto il globo.

Per quello che, invece, concerne la denominazione “Niagara”, essa è riconducibile all’antico idioma dei nativi americani, per i quali tale parola stava ad indicare delle acque tornanti. Data la furia con la quale le acque scendono a valle, cascando da un’altezza pari a 50 m, è possibile affermare che si tratta di un nome quanto mai azzeccato.

Questa meraviglia naturale è incastonata tra due distinte nazioni: il Canada e gli Stati Uniti. Se è vero che l’appellativo conferito a queste cascate sta tuttora vivendo una popolarità di carattere mondiale, è altrettanto vero che, scendendo maggiormente nel particolare, esse possono essere divise a loro volta in:

  • Cascate del Niagara Ontario, corrispondenti al lato canadese;
  • Cascate del Niagara New York, coincidenti al contrario con la parte statunitense.

La loro formazione

Come accennato in precedenza, le Cascate del Niagara bagnano il territorio di ben due Stati. Opportuno è tuttavia precisare che, malgrado possano essere raggruppate sotto la medesima denominazione, tre risultano nel particolare essere le cascate, elencabili come segue:

  • Horseshoe Falls;
  • American Falls;
  • Bridal Veil Falls.

La prima delle tre è dislocata in Canada, mentre le restanti due si trovano nel territorio degli Stati Uniti. Nonostante ciascuna delle tre sia caratterizzata da superfici differenti, ognuna viene sfruttata per produrre energia idroelettrica che, soprattutto in tempi come questi nei quali la sostenibilità ambientale sta divenendo motivo di attenzione, assicura il più rigoroso rispetto per l’ecosistema circostante.

In che modo arrivarci?

Come facilmente si potrebbe intuire, per giungere negli Stati Uniti è indispensabile prenotare un volo che, possibilmente, faccia scalo in un aeroporto non troppo lontano dalle cascate. Quello geograficamente più vicino, vista la distanza di soli 15 km, è il Niagara Falls International Airport. Altra fermata selezionabile è rappresentata dal Buffalo Niagara International Airport, che dista appena 40 km.

I due aeroscali appena citati sono entrambi dislocati negli Stati Uniti, ma ciò tuttavia non impedisce di raggiungere le cascate servendosi di un aeroporto canadese. A 120 km è infatti presente il Toronto Pearson International Airport. A compensare la relativa lontananza vi è la vasta e variegata serie di servizi di cui fruire, dai taxi fino ad arrivare al noleggio auto. In alternativa, chiunque non voglia percorrere tutti questi chilometri potrà optare per l’Hamilton International Airport.

La parte statunitense

Alla visibilità piuttosto limitata si può ovviare salendo fino in cima a una torre panoramica. Lungo la parte americana delle Cascate del Niagara, meritevole di interesse è la cosiddetta Grotta dei Venti, un viottolo che consente di effettuare una discesa a piedi giungendo in prossimità della cascata del Velo Nuziale.

Tra le soluzioni più particolari, ma non meno affascinanti, vi sono le visite organizzate in mongolfiera che, a un costo relativamente accessibile, daranno l’opportunità di godere di una visuale unica.

La parte canadese

Le sponde del fiume Niagara sono fiancheggiate, sia nel principio che nella parte finale delle cascate, da un terrapieno che costituisce una prospettiva assai propizia. Da questo fianco si potrà prendere visione, seppur in lontananza, della parte americana delle cascate, le quali tuttavia sono situate nella parete opposta. Qualche centinaio di metri divide la cascata dalla Skylon Tower, una torre la cui altezza tocca la bellezza di 200 m. La parte finale di quest’ultima ospita un ristorante nel quale potersi rifocillare. In concomitanza del tramonto, infine, la totalità del versante canadese viene rischiarato da un’illuminazione artificiale che dà ulteriore incanto alla vista.