L’inverno è una stagione in cui le temperature scendono e i ritmi rallentano, i giorni sembrano tutti uguali e una vacanza per rompere la monotonia aiuta a superare meglio questo periodo. C’è chi opta per le piste da sci, ma chi è allergico al freddo e quando sogna ad occhi aperti si vede a sorseggiare un cocktail su una spiaggia caraibica ha Martinica come meta ideale: un pezzetto di Francia al centro del Mar dei Caraibi con frutta tropicale, vegetazione lussureggiante, sabbia fina e animali e pesci di ogni colore e sorta, ovvero la ricetta giusta per un break rigenerante ed entusiasmante. I soggiorni su piccole isole sono poi facili da pianificare e permettono non solo di abbronzarsi, ma anche di visitare quasi tutte le attrazioni disponibili con gite di mezza giornata. Basta prenotare con anticipo un noleggio auto low cost sul portale di comparazione Auto Europe da ritirare appena atterrati o nelle principali località turistiche dell’isola dopo qualche giorno di ambientamento, e partire alla scoperta di questo piccolo pezzetto di paradiso in terra.

La capitale Fort-de-France

Vi suggeriamo di iniziare le vostre esplorazioni dal capoluogo Fort-de-France, situato in una zona pianeggiante a metà dell’isola che si sviluppa longitudinalmente, fra una parte settentrionale occupata da alture e dalla foresta tropicale, e una meridionale più collinare e ricca di belle spiagge. Fort-de-France, fondata a metà del Seicento, ha cambiato diverse volte nome nel corso della storia, ma deve il suo toponimo definitivo niente meno che a Napoleone Bonaparte. Il suo centro corrisponde con l’ampio parco-piazzale di La Savanne su cui si affaccia l’iconico edifico della Biblioteca Schoelcher, sia per il suo mix di stili, sia soprattutto per il suo fine, ovvero di rendere il sapere fruibile a tutti indistintamente. Victor Schoelcher si adoperò infatti per l’abolizione della schiavitù sull’isola.

Per approfondire la vostra conoscenza della storia e cultura di Martinica potete recarvi al Museo regionale di storia ed etnografia e anche al Museo Dipartimentale d’Archeologia. Per farvi invece un’idea di tutti i prodotti della terra a soli 500 metri da La Savanne vi è il Gran Marché ovvero il mercato coperto, vivacissimo e coloratissimo, dove la fanno da padrone le spezie e i frutti tropicali. Nei pressi troverete molti ristoranti che servono specialità della cucina locale.

Infine a soli venti minuti di auto potete ancora fare un salto ai lussureggianti Giardini di Balata, un tripudio floreale che raramente vi sarà capitato di ammirare: circa trecento tipi diversi di palme, begonie, bambù e molto altro. È anche possibile acquistare delle piante a farsele spedire a domicilio.

Il vulcano La Pelée

Esaurite le cose da fare nel capoluogo è ora di sfruttare veramente l’auto a noleggio dirigendosi verso nord, dominato dalla vetta più alta dell’isola (1397 m), ovvero il vulcano ancora attivo La Pelée. L’ultima disastrosa eruzione risale al 1902, anno in cui la vicina cittadina di St. Pierre venne devastata perdendo di conseguenza il suo status di capoluogo dell’arcipelago. Ora il vulcano è tranquillo e ci sono diversi bei sentieri che ne permettono l’ascesa, regalando nei giorni limpidi delle viste davvero ineguagliabili dell’arcipelago. Quello maggiormente frequentato parte dall’Aileron.

Se vi interessa la storia del vulcano, ma non avete né tempo né voglia o forza fisica di camminare, potete visitare a Le Morne-Rouge la Casa regionale dei Vulcani. Sempre a nord, ma sul versante orientale, sulla via del ritorno, potrete fermarvi al Musée de la Banane, ovvero il museo sulle banane, dove potrete passeggiare attraverso una piantagione di banani seguendo un percorso conoscitivo e talvolta giocoso per apprendere tutto su questo frutto che siamo troppo abituati a mangiare senza sapere bene dove e come cresce. Al termine si possono comprare oggetti artigianali costruiti con derivati del banano e assaggiare varie specialità a base di banane nel ristorante della struttura. Non lontano, sulla costa vi è anche la Distilleria Saint-James, la più antica fra le numerose distillerie di rum dell’isola, e attiva ancora oggi. Vi consigliamo di fare una visita guidata per capire anche come questo prodotto nasce a partire dalla canna di zucchero, rigorosamente a chilometri zero essendo coltivata sull’isola. Vi sono anche altre distillerie aperte al pubblico in altre parti dell’isola presso cui potete fermarvi se più compatibile con la vostra tabella di marcia.

Le spiagge della Martinica

Le gite verso sud sono invece all’insegna delle spiagge da cartolina, dei musei e dei siti storici. Diamond Beach è una di queste spiagge, ma prima di sdraiarvi a oziare pacificamente, vi proponiamo di dare un’occhiata, essendo di strada da Fort-de-France, al Mémoriale de l’Anse Cafard che ricorda un disastro avvenuto nel 1830 in cui una nave piena di schiavi ebbe dei problemi con l’ancoraggio causando la morte di molte persone.

Nel pomeriggio potrete spostarvi in soli 20 minuti da Diamond Beach alla spiaggia altrettanto carina di Les-Trois-Islets. Poco lontano c’è di nuovo la possibilità di avvicinarsi alla storia di questo paese alla “Savane de les Esclaves”, ovvero un museo a cielo aperto con la ricostruzione di abitazioni occupate dagli schiavi per documentarne le condizioni di vita. E la digressione storica può continuare, per chi fosse interessato, presso il vicinissimo Musée de la Pagerie, la casa padronale di una piantagione di canna da zucchero in cui l’Imperatrice Josephine, moglie di Napoleone, vide la luce. Nell’edificio in pietra che un tempo ospitava le cucine sono stati posizionati il letto di quando era bambina accompagnato da altri oggetti di sua appartenenza. In altre sale ci sono anche lettere d’amore che Napoleone le scrisse, nonché strumenti per la lavorazione della canna da zucchero.

Da ultima, per chiudere in bellezza il tour dell’isola, abbiamo lasciato la sua spiaggia più celebrata che si trova proprio sull’estrema punta meridionale: Plage des Salines. È così perfetta da poterci trascorrere anche un giorno intero. Risulta molto indicata anche per le famiglie grazie ai bassi fondali e ai buoni servizi, fra cui numerosi venditori di street food tipico e molto delizioso. Se potete evitate di andarci i fine settimana, che sono tendenzialmente più affollati.