Il Lago di Garda è sicuramente uno degli itinerari naturalistici più rinomati del nord Italia. Grazie ai paesaggi incredibili e le tante escursioni presenti sul territorio tanti turisti scelgono sempre più spesso queste mete non solo per godersi l’immersione nella natura e negli spettacoli invernali del lago, ma anche e soprattutto come sfida personale.

Il trekking di Alto Garda

I percorsi per l’escursionismo intorno al Garda sono diversi e hanno una difficoltà variabile, tendenzialmente affrontabile anche dai meno esperti. Alcuni degli itinerari, come quello per la cappella di Santa Barbara o il Monte Altissimo sono decisamente più impegnativi.

Uno dei percorsi più particolari e mozzafiato, pur non essendo estremamente intensivo, è quello del Busatte, della durata di circa 3 ore e una lunghezza di circa 5km, molti delle quali da attraversare su scalinate incastonate all’interno delle rocce e, di conseguenza, suggestivi ed affrontabili anche dagli escursionisti meno pronti all’attività estrema.

Solitamente nessuno dei percorsi supera i 4 o 5km, ad eccezione di quello per il Rifugio Marchetti, probabilmente il più impegnativo, il quale snodandosi attraverso 9km di tracciato offre sentieri spesso e volentieri ricoperti di neve, anche in mesi “inaspettati”, raggiungendo in cima una quota di ben 2070km. Il percorso viene anche spesso definito “Punta dei Larici“.

Nei casi più ostici, dove la neve può rendere più difficoltoso il tutto, è necessario munirsi di sci per affrontare le discese e le salite, così da diventare escursionismo misto a sci di fondo, oppure procurarsi delle più semplici “ciaspole“, ovvero le racchette per neve che, però, potrebbero non essere per niente adatte a nevi umide e profonde, sprofondando inesorabilmente e rimanendo “ancorate” all’interno della buca formata.

In generale, il trekking dell’Alto Garda ha delle difficoltà variabili anche in base alle condizioni meteo: nei mesi invernali il coefficiente di difficoltà è sicuramente più alto, ma allo stesso tempo i paesaggi da ammirare potrebbero essere i cosiddetti “once in a lifetime”, visioni da una volta nella vita.

La natura del Lago di Garda

I tanti piccoli monti e laghi che circondando il principale Lago di Garda sono, di per sé, un motivo sufficiente per esplorare approfonditamente questo territorio fra le Alpi e la Pianura Padana. Il lago Tenno, Ledro, il monte Brione o Baldo sono tutti luoghi naturali dalla bellezza paesaggistica incredibile, ma non si esaurisce tutto di certo qui.

Ad Arco, per esempio, è possibile visitare il bellissimo Bosco Caproni, il quale ospita ulivi, lecceti e tracce di rocce dalla conformazione glaciale; qui si possono osservare anche i percorsi dove venivano fatte scivolare le slitte per la legna, o ammirare il lavoro delle trincee a partire dal Vastrè. Sempre ad Arco, è inoltre presente l’Arboreto, istituito nel 1872 dall’Arciduca Alberto d’Asburgo.

Per quanto riguarda l’area specifica dell’Alto Garda, quella più particolare è sicuramente il Biotopo Marocche dove gigantesche formazioni di materiale roccioso sciolto, conseguenza delle frane dei versanti, hanno creato un paesaggio unico nel suo genere, donandoci la possibilità, attraverso il materiale calcareo di alcune rocce, di ritrovare le impronte di dinosauri risalenti a 190 milioni di anni fa.

Infine, per i più “acquatici” dei turisti, il Parco Fluviale della Sarca, proprio in Alto Garda, è un must da visitare: partendo dai ghiacciai dell’Adamello fino al Garda stesso, vari sentieri con indicazioni possono essere percorsi in bici o a piedi, per un totale di 80km di escursione. Un’esperienza ai limiti del surreale, con paesaggi diversificati a mano a mano che si scende il fiume, passando dai fitti boschi di abeti alle rive del lago piene di olivi e vigneti.

Che sia d’inverno o di estate, il trekking sull’Alto Garda è pieno di sorprese magnifiche ed escursioni degne della fatica necessaria per realizzarle. Specie per gli appassionati di fotografia, la flora e fauna dei luoghi che si andranno ad incontrare potrebbe valere scatti irripetibili, capaci di appassionare persino il più disinteressato dei turisti per la sola unicità degli eventi.

L’unico consiglio rimane sempre quello di valutare le proprie capacità: sarebbe un peccato ritrovarsi con storte o altri problemi, non preparandosi adeguatamente per affrontare i percorsi.