Conoscete le bellissime “città blu”? Magari i più fanatici viaggiatori le conosceranno, ma molto spesso rimangono piuttosto nell’ombra, fin troppo poco nota la loro imparagonabile bellezza.

Le blue cities sono (proprio così come suggerisce il loro nome) delle piccole cittadine caratterizzate prevalentemente dal colore blu o azzurro. Molto spesso l’immaginario di questi colori si ricollega ai paesi dell’India, come Jodhpur oppure del Marocco, come Chefchaouen. Quello che rimane ancora meno conosciuto è il fatto che una di queste meraviglie è proprio qui in Italia!

In particolare, la nostra città blu si trova in Puglia, negli itinerari alla visita del tacco della nostra penisola, oltre a trulli e Salento, non potrà più mancare anche Casamassima!

Qualche cenno storico, perché il borgo medievale è diventato blu?

Casamassima è un grazioso borgo di origine medievale che ha deciso, durante la sua storia, di cambiare le sue caratteristiche distintive diventando la prima e attualmente l’unica città blu d’Italia.

La prima ipotesi: la peste bubbonica

Le ragioni di questo cambio di rotta sono da ricondurre principalmente a motivi emergenziali e ad una situazione drammatica che il popolo pugliese stava affrontando.

Ci troviamo intorno al 1600 e Bari era colpita dall’inarrestabile peste bubbonica, per questo la popolazione si rinchiuse in casa per settimane. L’unica via d’uscita che rimaneva a questa gente era il rifugio nella preghiera, in particolare a Casamassima era forte la devozione nei confronti della Madonna di Costantinopoli il cui simbolo era il mantello azzurro.

Quando la peste abbandonò la città il signore dell’epoca, il duca Michele Vaaz, decise di realizzare un’opera di sanificazione ricoprendo le pareti di calce viva. Decise anche di far dipingere tutte le mura e le pareti della città di colore azzurro proprio in onore della Madonna di Costantinopoli, in segno di devozione e gratitudine per aver concesso il miracolo tanto atteso.

Dal 1600 ad oggi parte della città è mutata, non è proprio tutto ancora blu, ma ci sono delle zone della cittadina che conservano questa caratteristica singolare e merita sicuramente di essere visitata!

La seconda ipotesi: la comunità ebraiche

Un’ipotesi più recente, invece, è legata alla presenza di comunità ebraiche in giro per il mondo. Soprattutto per quanto riguarda il Marocco era diventata una pratica comune quella di dipingere le pareti delle abitazioni delle comunità ebraiche di una polvere blu di tekhelel, un colorante naturale di colore blu che veniva ricavato da dei frutti di mare.

Anche la cittadina di Casamassima ha ospitato storicamente delle comunità ebraiche e si dimostra anche con la presenza in un’abitazione della caratteristica stella a sei punte a richiamare il simbolo della stella di David.

Cosa vedere a Casamassima?

Casamassima ha una lunga storia medievale, difatti il centro storico della cittadina è ricco di cenni della tradizione.

In Piazza Aldo Moro è possibile visitare Porta Orologio, che segna il limite tra città nuova e città vecchia; oltrepassandola ci troviamo davanti a Piazza del Popolo. All’interno del centro storico si può visitare anche la chiesa Santa Croce che ospita la reliquia della Santa Croce.

Ad una prima occhiata, in questi edifici il colore azzurro non è particolarmente presente, sarà invece necessario addentrarsi all’interno dei borghi per trovare la parte più variopinta della città.

Una forte nota dell’azzurro è visibile sulle porzioni delle mura che sono sfuggite dall’intonaco bianco, il blu rimane ancora molto vivo ma la concezione accreditata della Puglia come regione del bianco ha portato a cercare di coprire questi meravigliosi cenni di storia azzurri.

Come raggiungere Casamassima

Se vi abbiamo incuriosito con questa descrizione del paese blu (la cui bellezza è difficile spiegare a parole!) vi diamo qualche suggerimento per poterlo visitare.

Casamassima è situata a 35 km da Alberobello e a 20 km da Bari in direzione sud-ovest. Il borgo è piccolo e si può visitare da soli o con delle guide, per seguire meglio il percorso storico.

Come abbiamo detto, il borgo non è conosciuto come meriterebbe, per questo durante la settimana è possibile visitarlo in completa tranquillità con la possibilità di scattare foto in pace e serenità.